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Curarsi in modo naturale con la malva

Curarsi in modo naturale con la malva

23 Gennaio 2018

La malva è una grande amica della nostra salute.

Le sue caratteristiche naturali, infatti, regalano numerosi benefici al nostro organismo: merito delle spiccate proprietà antinfiammatorie e antibatteriche di questa pianta, che la rendono efficace per curare con successo sintomi influenzali e da raffreddamento, mal di gola, gastriti, reflussi esofagei, e anche vaginiti e cistiti.

Ma non è tutto: l’azione lenitiva della malva è molto utile anche per alleviare gli effetti di patologie infiammatorie degli occhi, come la congiuntivite e le abrasioni corneali. Basterà applicare, per qualche giorno, alcune gocce di collirio a base di malva, per lubrificare l’occhio e dire addio a dolore e fastidi.

Pensate sia finita qui? Niente affatto: la malva ha anche grandi proprietà lassative e questo la rende perfetta come soluzione diuretica. Disponibile in capsule, per un diretto uso orale, o in bustine, da lasciare in infusione in acqua calda, la malva è particolarmente indicata per depurare l’organismo e combattere la stitichezza.

Malva, inoltre, fa anche rima con bellezza: gli estratti della pianta, infatti, sono largamente impiegati nella preparazione di creme cosmetiche per trattare efficacemente patologie quali dermatiti, arrossamenti della cute e acne. E per mantenere la pelle più giovane, a lungo: la malva, infatti, oltre alla sua azione emolliente e calmante, è nota per nutrire in profondità la pelle, stimolando la rigenerazione cellulare grazie al suo delicato potere anti-age.

Per proteggere il corpo, e regalarsi una pelle luminosità, morbida e sempre giovane, la parola d’ordine è la malva: un prodotto dai milleusi, sempre disponibile in farmacia.

3 soluzioni per smettere di russare

3 soluzioni per smettere di russare

21 Gennaio 2018

Avete trascorso l’ennesima notte insonne accanto al partner che ha russato senza sosta?

Dite addio al cattivo riposo e decidetevi a risolvere il problema della roncopatia – il termine scientifico che indica il russare – una volta per tutte!

Ecco 3 semplici soluzioni per smettere di russare e dormire, finalmente, sonni tranquilli.

  1. Cambiare posizione

Il russamento è causato da un’ostruzione delle vie respiratorie durante il sonno. Il naso e la gola si chiudono parzialmente e i tessuti vibrano, emettendo dei suoni che possono essere anche molto forti e fastidiosi.

Per favorire l’apertura delle vie respiratorie, iniziate con qualche piccolo accorgimento, come cambiare posizione – dormendo sul fianco – e sollevare un po’ il cuscino per alzare il capo rispetto al resto del corpo.

  1. Lubrificare la gola

Se il problema del russare è causato da un rilassamento dei tessuti molli della gola, che vibrano forte durante la notte, provate ad utilizzare degli appositi spray. Questi prodotti, disponibili in farmacia, sono pensati per lubrificare i tessuti e ridurre, quindi, le vibrazioni rumorose.

  1. Dilatare le narici

Se la causa che provoca il russamento è l’occlusione delle narici, provate ad agire in modo meccanico per aprire meglio le vie aeree. Come? Con dilatatori nasali e cerotti che riducono la resistenza incontrata dall’aria che entra nelle narici. Il vantaggio in più? Molti di questi prodotti sono arricchiti anche da olii essenziali e svolgono una preziosa azione balsamica.

Se volete davvero smettere di russare, chiedete consiglio al farmacista per individuare la soluzione più adatta a risolvere il problema in modo rapido ed efficace.
Mal di gola: estratti naturali per guarire

Mal di gola: estratti naturali per guarire

19 Gennaio 2018

I primi freddi sono spesso sinonimo di mal di gola: complici le temperature in picchiata, i venti gelidi, i batteri in circolazione e gli sbalzi termici, non è raro ritrovarsi con gola infiammata, mucose doloranti e difficoltà a deglutire.

Oltre ad una specifica terapia farmacologica, è possibile lenire i fastidi del mal di gola sfruttando le proprietà benefiche di alcuni estratti naturali, disponibili in farmacia sotto forma di integratori.

Quali sono le piante officinali più efficaci contro il mal di gola?

Eccone alcune!

  1. Grindelia: il suo estratto ha un effetto balsamico, lenitivo e molto emolliente per calmare le mucose del cavo orale e ripristinare la voce rauca.
  2. Verbasco: questa pianta sfiamma le mucose dell’apparato respiratorio ed è efficace contro alcune affezioni critiche come bronchite, tracheite e laringite.
  3. Timo: il suo estratto ha uno spiccato effetto antibatterico ed espettorante, che aiuta ad eliminare più facilmente gli accumuli di muco e di catarro. Nel frattempo, il timo sfiamma e lenisce, dando rapido sollievo dal mal di gola.
  4. Altea: la sua radice è nota per le capacità protettive e lenitive delle membrane delle mucose orali. Questa pianta, appartenente alla famiglia delle Malvacee, contiene mucillagini attive contro le infiammazioni ed aiuta ad accelerare il processo di guarigione.
  5. Capelvenere: è una pianta officinale attiva contro tosse ostinata, raucedine, raffreddore e catarro. Il suo estratto ha un’elevata efficacia fluidificante ed agisce come un mucolitico, favorendo l’eliminazione del catarro. Ottimo in infusione o come sciroppo, l’estratto di capelvenere è perfetto anche per fare gargarismi e lenire il mal di gola con un’azione topica.
Rallentare la comparsa dei capelli bianchi con gli integratori

Rallentare la comparsa dei capelli bianchi con gli integratori

17 Gennaio 2018

La comparsa del primo capello bianco è un duro colpo per molti: un segnale inequivocabile che l’invecchiamento sta ufficialmente iniziando.

La causa della canizie – così si indica tecnicamente il fenomeno dei capelli bianchi – è da ricercare nel calo della melanina presente nei bulbi piliferi del cuoio capelluto.

Con il passare degli anni la concentrazione di questo elemento diminuisce, rendendo meno efficace il processo di pigmentazione.

La decrescita della melanina nei capelli, quindi, lascia la chioma sempre più priva del suo colore naturale e la espone ad un progressivo sbiancamento.

Si tratta di un percorso naturale che può essere, però, influenzato da diversi fattori: come una carenza di minerali o un deficit vitaminico, che possono compromettere la naturale rigenerazione cellulare ed accelerare la comparsa dei temutissimi capelli bianchi.

Ecco come agire.

Supplementi vitaminici contro i capelli bianchi: ecco i migliori

Assumere integratori vitaminici può rallentare l’incanutimento. Ecco quali sono i più attivi:

  • Rame: un elemento critico per favorire la produzione di melanina e sostenere la pigmentazione dei capelli. Dove trovarlo? All’interno di integratori specifici o in alimenti come le lenticchie, i semi di girasole o le mandorle;
  • Vitamina del Gruppo B: tutte le vitamine del gruppo B, in particolare la B12 e la B5, sono importanti per garantire la vitalità e la salute dei capelli;
  • Selenio: un principio attivo antiossidante e stimolante per il sistema endocrino, in grado di sollecitare la produzione di alcuni ormoni connessi con la salute dei capelli e con il loro processo di invecchiamento;
  • Magnesio: quando manca questo elemento, il corpo inizia a produrre radicali idrossili che agiscono come agenti sbiancanti e fermano la produzione di tirosinasi, l’enzima connesso con la produzione di melanina.

Se la comparsa dei capelli bianchi ti spaventa, in farmacia puoi trovare numerosi integratori utili per dare sostegno all’organismo e favorire il processo di rigenerazione cellulare del cuoio capelluto. Chiedi all’esperto!

Influenza 2018: la più aggressiva degli ultimi 15 anni

Influenza 2018: la più aggressiva degli ultimi 15 anni

15 Gennaio 2018

Allarme influenza: il livello di contagi ha superato le previsioni degli esperti e ha eletto l’influenza 2018 come la più violenta degli ultimi 15 anni.

I numeri diffusi dall’Istituto Superiore della Sanità, del resto, non lasciano dubbi: dall’inizio del monitoraggio sono già stati superati i 3 milioni di pazienti contagiati dal virus influenzale, e il picco non è ancora arrivato.

Le fasce di età più colpite? Come di consueto i soggetti più esposti si confermano i bambini fino ai 5 anni ed i ragazzi fino ai 14.

L’influenza 2018, che si presenta con febbre alta e dolori articolari persistenti che mettono al tappeto per numerosi giorni, ha quindi una curva di diffusione piuttosto ampia e richiede una lunga guarigione.

La buona notizia?

Se i contagi aumentano, la gravità dei casi diminuisce. Al termine della seconda settimana di gennaio, infatti, sono “solo” 170 i casi critici, che hanno richiesto una terapia intensiva, e 30 i decessi: due dati che testimoniano come il virus influenzale sia stato gestito con attenzione in termini di cure e trattamenti farmaceutici.

L’Istituto Superiore della Sanità ricorda che la soluzione consigliata per contenere la trasmissione del virus influenzale è quella di sottoporsi alla somministrazione dell’apposito vaccino, ancora disponibile e raccomandato in vista del picco che sta per arrivare e che porterà con sé una nuova ondata di contagi.

In aggiunta, non dimenticate di lavare frequentemente le mani, di evitare di metterle in bocca e di proteggere le vie respiratorie con sciarpe e mascherine, specialmente negli ambienti chiusi e affollati.
Come alleviare il fastidio della dentizione

Come alleviare il fastidio della dentizione

13 Gennaio 2018

Con l’arrivo dei primi dentini, possono comparire anche i primi fastidi del cavo orale: durante il processo di dentizione i bambini possono lamentare dolore, prurito e gonfiore gengivale e, talvolta, manifestare qualche linea di febbre.

Aiutare i più piccoli ad alleviare il dolore della bocca e delle gengive è possibile, ecco come!

  1. Massaggio delicato

Il primo, semplice, consiglio è quello di lenire un po’ il prurito e l’infiammazione orale con un massaggio lieve. Utilizzate una garza idrofila e strofinatela leggermente sulle gengive del piccolo, ripetendo l’operazione più volte al giorno.

  1. Anelli da dentizione

Durante il periodo della dentizione i bambini sono smaniosi di mordere e rosicchiare oggetti rigidi e ruvidi. Favorite questo istinto naturale, dando al piccolo degli anelli da dentizione: supporti gommosi, realizzati con materiali sicuri, che il bambino può mordere ogni volta che ne sente la necessità. Per lenire il fastidio e dare immediato sollievo alle gengive gonfie ed infiammate, scegliete quelli che possono essere messi in freezer.

  1. Balsami gengivali

In farmacia esistono diverse tipologie di balsami gengivali, specifici per alleviare i disturbi della dentizione infantile. Grazie alla speciale formulazione, questi prodotti formano una delicata pellicola protettiva che sigilla la gengiva e la isola dal contatto con elementi esterni. Nel frattempo, il balsamo svolge una funzione lenitiva dal dolore e rinfresca la zona.

Nei casi più acuti, sotto la consulenza del pediatra o del farmacista, è possibile ricorrere a gel gengivali che contengono piccole dosi di anestetico locale. Prima di somministrare un farmaco al bambino, però, chiedete consiglio al medico di fiducia.

Asma: l´importanza delle terapie

Asma: l´importanza delle terapie

11 Gennaio 2018

Ne soffrono 3 milioni di italiani ed oltre 300 milioni di persone in tutto il mondo: l’asma è una malattia infiammatoria cronica da non sottovalutare.

Una patologia invalidante, causata da un mix di fattori ambientali e genetici ancora in fase di analisi, che può provocare sintomi anche gravi.

Chi soffre di asma ha spesso tosse, difficoltà respiratorie, sibili e sensazione di pesantezza alla cassa toracica.

Nei casi più acuti, l’asma può provocare vere e proprie crisi: il paziente, durante gli attacchi d’asma, fatica a parlare e a camminare, può presentare tachicardia e grande agitazione, fino a diventare improvvisamente cianotico, con labbra e unghie bluastre.

Seguire le terapie farmacologiche per contenere l’asma

La buona notizia?

Quasi il 90% dei pazienti affetti da asma ha ricevuto la prescrizione di un trattamento.

Quella cattiva?

Circa il 70% di loro non segue la terapia come dovrebbe: sospende i farmaci, li cambia spesso, li utilizza solo nel momento di grave bisogno e non crede nell’efficacia preventiva dei medicinali contro l’asma.

Con la conseguenza che, in questa categoria di pazienti, la patologia avanza e può diventare, via via, più seria e acuta.

Al contrario, attenersi scrupolosamente alla terapia e controllare la patologia prendendo i giusti farmaci anche in assenza di crisi d’asma in corso, permette di condurre una vita sana e senza la comparsa di sintomi e di ridurre il rischio di episodi acuti e pericolosi per la salute del paziente.

Se soffri di asma o vuoi approfondire i disturbi legati a questa patologia, chiedi aiuto al tuo farmacista: il tuo specialista di fiducia saprà indirizzarti verso un corretto utilizzo dei medicinali in vendita.

Geloni ai piedi: come curarli?

Geloni ai piedi: come curarli?

09 Gennaio 2018

Se siete stati per lungo tempo all’aperto, esposti alle basse temperature, potreste avvertire un bruciore alle mani o ai piedi.

Controllate il colore e la texture cutanea: se la pelle è lucida, gonfia ed ha un colore rosato o violaceo potrebbe trattarsi di geloni.

I geloni compaiono quando la pelle particolarmente sensibile viene esposta per tante ore al freddo, senza una dovuta protezione, e poi è sottoposta ad un brusco rialzo termico che crea una dilatazione troppo veloce dei vasi sanguigni. La cute si infiamma e si gonfia, a causa dell’edema dei tessuti, la pelle cambia colore, diventa bluastra e si presenta marmorizzata, tirata, più rigida e soggetta a spaccature.

Per prevenire i geloni, la prima regola è quella di indossare capi di abbigliamento che isolino termicamente la pelle. Se le zone delicate del vostro corpo non sono sufficientemente coperte da grasso o tessuto muscolare – come accade ad esempio a donne e bambini – assicuratevi di mantenerle al caldo e di favorire la giusta circolazione.

Se sapete per certo di dover rimanere per molte ore all’aria aperta prevenite la comparsa di geloni con creme che proteggano la cute, che svolgano una funzione di termoregolazione – aumentando il calore nelle zone più critiche e preservandone la dispersione – e che attivino il microcircolo cutaneo per evitare gli episodi di micro congelamento.

Se, invece, i geloni sono ormai una dolorosa realtà, correte ai ripari applicando delle specifiche creme lenitive e cicatrizzanti, in grado di risolvere le ulcere causate dal freddo e di sfiammare il bruciore.

Ottimi, per lenire, sono anche gli impacchi con fiori di calendula e olio di mandorle dolci.

I farmaci scaduti fanno male?

I farmaci scaduti fanno male?

07 Gennaio 2018

Vi è appena scoppiato un fortissimo mal di testa e ricordate che, da qualche parte in fondo al cassetto, dovreste proprio avere una confezione di analgesici.

Eccola trovata!

Ma…è scaduta il mese scorso!

Proprio nel momento del bisogno, trovarsi tra le mani un farmaco che ha superato la data di scadenza può far scattare dei dubbi. Cosa fare? Lo butto o lo prendo lo stesso? Farà davvero male?

La data di scadenza di un farmaco: un limite da rispettare sempre

La data di scadenza indicata sulla confezione di un farmaco indica chiaramente il limite entro cui tale medicinale, se conservato correttamente, può essere assunto in modo efficace e sicuro.

Un periodo da rispettare che, solitamente, è compreso tra i 12 mesi ed i 5 anni, ma che può variare notevolmente in base alla modalità di conservazione.

Ho preso un farmaco scaduto: che rischi corro?

A questa domanda hanno risposto le più importanti istituzioni in campo medico e la posizione è unanime: i farmaci scaduti devono essere smaltiti secondo le apposite modalità e non devono essere ingeriti.

Tuttavia, enti rispettabili come la Food and Drug Administration hanno dichiarato che anche farmaci che hanno oltrepassato la scadenza possono non dare effetti collaterali, sempre se conservati chiusi e mantenuti in buono stato. Cosa si intende per mantenimento in buono stato? Significa riporre i medicinali in un luogo asciutto e fresco, assolutamente al riparo dal sole e non esposti a fonti di calore.

Insomma: i farmaci scaduti non vanno presi, per non penalizzare la sicurezza del paziente e l’efficacia del medicinale, ma i rischi per la salute possono non essere sempre gravi.

In caso abbiate assunto un farmaco che ha oltrepassato la validità, consultate subito il medico o chiedete consiglio al farmacista.

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