Termoconvettori: quali ambienti riscaldano meglio

Per riscaldare grandi spazi aperti si può scegliere la soluzione del termoconvettore da posizionare lungo il perimetro del muro portante per calamitare il freddo da fuori e creare una barriera termica in grado di aumentare il comfort fra le quattro mura, in particolare per chi si trova nei paraggi dell’elettrodomestico. Allo stesso modo, nelle hall con finestroni e ampi atri su più livelli, la quantità di aria calda necessaria per contrastare il freddo dalle finestre ed impedire la formazione di umidità non può essere soltanto frutto della convezione a livello del pavimento, ma in questi casi i termoconvettori montati a filo di pavimento dovranno coalizzarsi con altri dispositivi analoghi allestiti anche sopra i finestroni per armonizzare l’effetto termico e renderlo più efficace nella diffusione di aria calda a tutti i livelli. Indipendentemente dalle dimensioni della stanza di casa, dell’ufficio o della hall, se è presente un vetro dal pavimento al soffitto, è opportuno considerare i termoconvettori a piedistallo.

Soffermandoci sull’ambiente domestico l’impiego dei termoconvettori, che si distinguono per essere particolarmente silenziosi, si presta soprattutto per riscaldare camere da letto o studi dove si richiede silenzio e massima concentrazione. Nell’installazione di un termoconvettore, si deve garantire spazio a sufficienza sulla parete dovendo condividere il posizionamento del dispositivo con i mobili e i tendaggi, tenendo anche conto della presenza di prese elettriche, se alimentati a corrente. I termoconvettori idronici, alimentati ad acqua, o misti con elementi acqua/elettricità hanno una temperatura superficiale inferiore rispetto ai modelli standard e comportano meno rischi, il che li rende più indicati in ambienti frequentati da bambini, come asili nido o camerette.

Per i seminterrati, i termoconvettori standard vanno installati lungo le pareti fuori terra per contrastare la caduta del freddo, nonché sotto le finestre lungo le altre pareti. Tutti i termoconvettori possono essere controllati singolarmente da un termostato incorporato o in gruppi da un sistema di automazione condominiale. I circuiti di controllo del termoconvettore possono essere a bassa tensione (24v ca.) o omologati alla tensione di rete, che è generalmente la tensione di alimentazione dell’impianto centrale. Tutto sui termoconvettori in commercio.